“Scenda nel cuore degli uomini il rispetto per la vita!..” ha detto l’Arciprete questa mattina celebrando la Messa all’oratorio della Madonna delle tosse, facendo il riferimento alla vita calpestata, martoriata in quelle nazioni dove un’assurda intransigenza religiosa vuole imporre con la forza e la violenza spietata la propria religione. Abbiamo pregato così la Madonna perché sostenesse la fede dei nostri fratelli perseguitati e risvegliasse anche in noi un’esperienza di fede troppo spesso fiacca e addormentata.

                  La Messa era per rinnovare il voto dei ponsacchini alla Beatissima Vergine per lo scampato pericolo nel terremoto del 1846. Ringraziare la Madonna per quel lontano scampato pericolo non deve nessun modo farci dimenticare le condizioni presenti in cui siamo chiamati a testimoniare la nostra fede.

 

La storia dell’oratorio della Madonna della tosse

          La “Madonna della Tosse”, che fa parte a pieno titolo della devozione popolare di Ponsacco, è raffigurata in un quadro con Gesù bambino e San Giovannino (il futuro San Giovanni Battista, suo cugino).  Il quadro è esposto nell’oratorio di Piazza della Repubblica, aperto durante il giorno a cura di un gruppo di fedeli.

               Il popolo ha denominato il quadro “Madonna della tosse”, la cui festività è celebrata il 14 agosto con una solenne processione dall’oratorio alla chiesa parrocchiale dove rimane esposto fino alla sera dell’indomani, quando sempre processionalmente viene ricollocato nell’oratorio. La data ricorda il grave terremoto del 14 agosto 1846 che, nonostante i danni, non causò vittime e il popolo, per ringraziamento, decise di fare ogni anno una celebrazione religiosa con la processione.

           Alla fine del 1800, l’area dell’attuale piazza della Ripubblica  era la proprietà delle Suore Sacramentine che risiedevano nel convento oggi sede della Cassa di Risparmio di San Miniato. Per costruire attuale convento in Via dei Mille, opera dell’architetto Luigi Bellincioni, la superiora di allora Suor Margherita della nobile famiglia ponsacchina Mattei, vendette l’area del vecchio convento all’amministrazione provinciale di Pisa per adibirlo a caserma dei Carabinieri, mentre l’orto lo vendette all’amministrazione comunale di Ponsacco che lo trasformò in Piazza denominata “Umberto I”, oggi “Piazza della Repubblica”.

      Il quadro della Madonna in origine era stato collocato dalle Suore Sacramentine in un tabernacolo vicino ad una siepe che cingeva l’area conventuale, nel punto in cui oggi c’è l’edicola dei giornali. Una lampada a olio, alimentata costantemente dai fedeli che vi sostavano per una preghiera,illuminava l’immagine sacra. Durante le gravi malattie della gola, come la difterite, il crup e la pertosse, che mieterono moltissime vittime nei primi del secolo scorso la gente, pregando Dio e la Vergine Santissima per allontanare il pericolo mortale, ritenne che ungendo la gola con l’olio della lampada, sarebbe guarita. Da quel tempo, per le grazie ricevute, la Vergine fu denominata dai ponsacchini “Madonna della tosse”.

          Il quadro, di autore ignoto, consiste in una tavoletta di cm 45×70 che supporta le tre immagini sacre, la Vergine, Gesù bambino e San Giovanni Battista, in terracotta policroma. L’oratorio è un edificio di metri 6×4 e un’altezza  di 6 metri circa, ricavato da una stalla di proprietà della famiglia Lombardi. Ha il tetto a capanna a due falde retto da una trave con travicelli di legno che sorreggono i mattoni. Nel 1999, sono stati eseguiti i lavori di restauro rilevando, all’intradosso del tetto (cioè lungo il tratto subito dopo il tetto), un apparato decorativo. Sul lato sinistro dell’ingresso è murata una lapide di pietra a forma triangolare sulla quale è scolpita una scritta di cui si leggono solo alcune parole: “D.O.M…. sacelum… Pio V…Anno D…Costructum….”  Secondo quanto tramandato dai vecchi la pietra sarebbe stata collocata sull’antica edicola. La sovrintendeva alle belle atri di Pisa, che ha provveduto al restauro dell’oratorio, ritiene che il quadro in origine  in terracotta semplice sia stato colorato successivamente. Le corone  argentee, tolte dai restauratori, surono poste sulla testa della Madonna e del bambino nella prima metà del 1900. Attualmente le corone e gli ex voto sono conservati in canonica e non vengono più esposti nel giorno della festa come avveniva prima del restauro.

La tradizionale preghiera alla Madonna della tosse

O Maria, Vergine e Madre,

stringi fra le tue braccia,

come Gesù, ognuno di noi.

Donai la gioia e il coraggio di vivere

come a Lui piace,

anche all’ombra della Croce.

Ti affidiamo le nostre famiglie,

la nostra gioventù,

gli ammalati, i bambini, gli anziani

e le persone sole e senza amore.

Fai a tutti la tua materna tenerezza

ora e sempre. Amen.

3 Ave Maria. 1 Gloria al Padre…