San Giovanni Evangelista

Giovanni (Betsaida, 10 – Efeso, 98-99) fu un apostolo di Gesù. La tradizione cristiana lo identifica con l’autore del quarto vangelo e per questo gli viene attribuito anche l’epiteto di evangelista. Secondo le narrazioni dei vangeli canonici era il figlio di Zebedeo e Salomè e fratello dell’apostolo Giacomo il Maggiore. Prima di seguire Gesù era discepolo di Giovanni Battista. La tradizione gli attribuisce un ruolo speciale all’interno della cerchia dei dodici apostoli: compreso nel ristretto gruppo includente anche Pietro e Giacomo, lo identifica con “il discepolo che Gesù amava”, partecipe dei principali eventi della vita e del ministero del maestro e unico degli apostoli presenti alla sua morte in croce.Secondo antiche tradizioni cristiane Giovanni sarebbe morto in tarda età ad Efeso, ultimo sopravvissuto dei dodici apostoli. Per la profondità speculativa dei suoi scritti è stato tradizionalmente indicato come “il teologo” per antonomasia, raffigurato artisticamente col simbolo dell’aquila, attribuitogli in quanto, con la sua visione descritta nel Libro dell’Apocalisse, avrebbe contemplato la Vera Luce del Verbo, come descritto nel Prologo del suo Vangelo, così come l’aquila, si riteneva, può fissare direttamente la luce solare.A lui la tradizione cristiana ha attribuito cinque testi biblici: il quarto vangelo, tre lettere e l’Apocalisse. Altra opera a lui attribuita è l’Apocrifo di Giovanni.

San Costanzo Martire

Al tempo dei Romani, la mitica Legione Tebea o Tebana, detta anche Legione Fulminante per i grandi prodigi di valore compiuti in Oriente, era formata da oltre 6000 soldati, ma più probabilmente si trattava di una coorte, circa un migliaio di uomini, per lo più originari dell’Egitto e più precisamente delle zone della Tebaide (da cui il nome di Tebea) della Nubia e dell’Etiopia.Poiché queste terre erano state tra le prime ad essere evangelizzate, i soldati che la componevano erano in maggioranza di religione cristiana e si dice che il Capo della Legione non accettasse nelle sue file se non dei cristiani. Essa era stanziata normalmente sui confini meridionali dell’Impero Romano, ma per arginare le numerose incursioni delle tribù celtiche nelle Gallie, proprio sui confini tra Gallia e Italia, nel 286 d. C., la Legione Tebea venne trasferita sulle Alpi, sotto il comando generale di Marco Aurelio Massimiano Erculeo, che condivideva il titolo di imperatore con Diocleziano e che aveva designato Milano come capitale dell’impero.Il giovane soldato Costanzo, insieme ad altri, venne prima flagellato e poi decapitato per aver scelto di seguire la religione di Gesù Cristo invece di adorare l’imperatore. I resti mortali furono in seguito trasportati nelle catacombe di San Callisto a Roma e qui rimasero fino al 1676, anno in cui Mons. Francesco Niccolini dei Marchesi di Camugliano, Arcivescovo di Pisa, ottenne dal papa Innocenzo XI le ossa del martire e ne fece omaggio alla chiesa di San Giovanni Evangelista di Ponsacco. Nel 1692, durante la visita pastorale di Mons. Cortigiani, vescovo di San Miniato, fu fatta la ricognizione della reliquia e sigillata sotto giuramento di tre sacerdoti.Don Cosimo di Mario Pacchioni, pievano di Ponsacco, decise di celebrare la festa di San Costanzo il lunedì dopo la seconda domenica di ottobre, unendo la festa sacra a quella profana della fiera di merci e bestiame.Attualmente le reliquie di San Costanzo sono conservate in un’urna posta sotto l’altare della Madonna del Latte. Il giorno avanti della festa, l’urna è trasportata nel centro della chiesa per la venerazione dei fedeli.

San Costanzo