Convivenza famigliare 2014: incontro genitori/catechisti/cresimandi in Camugliano

Quando si organizza un  evento privato o per la comunità,  spesso ci si chiede: “ sarà un successo?”. Una  “sottile preoccupazione” è stata una variabile costante  per noi catechisti,  durante l’organizzazione della giornata di convivenza, rivolta ai cresimandi  con le loro famiglie. Ma tra il timore che “nessuno venisse” e la paura di “non centrare l’obbiettivo”; domenica 14  settembre in Camugliano  la convivenza è stata un’esperienza positiva per noi tutti: catechisti, ragazzi e genitori.

Il nostro obbiettivo era quello di lasciare nei loro cuori un segno. Ovvero che si può vivere il Vangelo attraverso le azioni quotidiane .  Perché essere cristiani significa impegnarsi a fare non grandi cose, ma fare cose straordinariamente grandi.

La giornata ha avuto inizio con la Santa Messa,  il Vangelo ci ha parlato della grandezza della  Croce, intesa come dono e non come punizione, conducendoci in un atteggiamento di riflessione sulle difficoltà dell’uomo.

Poi c’è stato il pranzo. Vedere la complicità delle famiglie nell’organizzarsi, ha dimostrato quanto la famiglie  sia  “viva”con tanta voglia di stare insieme per condividere momenti di crescita e confronto.

Dopo il pranzo siamo entrati nel cuore della giornata. I genitori sono stati divisi dai loro figli, quindi si sono creati 8 gruppi ed a  coppia  è stata affidata una parabola. Ci è sembrato interessante capire come ognuno potesse affrontare l’argomento tenendo conto del loro vissuto, della loro esperienza e ovviamente della loro età.

E la dimostrazione di quanto tutto abbia avuto un senso è avvenuta nel momento in cui i gruppi hanno esposto  il loro elaborato all’assemblea, portando ognuno nel suo stile i punti di forza.

Le parabole scelta da noi catechisti, con l’aiuto dei sacerdoti sono state quattro.

  • La zizzania   Mt 13, 24-30                                                                                                                                                            
  • La casa sulla roccia  Mt 7, 21-24                                                                                                                                                  
  • I talenti  Mt 25, 14-30                                                                                                                                                                          
  • I due figli  Mt 21, 28-32

Il filo  conduttore che ha unito i genitori e i figli è stato l’amore.
Quell’amore che unisce un legame incondizionato, quello dei genitori e dei figli.
Quell’ amore che si basa sui valori del Vangelo che costruisce solida la fondamenta della famiglia.
Quell’ amore che è l’ obbedienza, l’ascolto e il perdono!
L’amore che riconosce i talenti e che guarisce ogni piaga!..
Un amore che riconosce il vero  bene e che ci mette in guardia il male.
Hanno parlato di quell’amore che si preoccupa, che è esigente però non soffocante..
L’amore ci rende liberi, che pronto a soffrire, che pronto a donarsi ad ogni costo!!! e così!..

Per la prima volta si è creata un occasione in cui i genitori e i figli hanno parlato la stessa lingua, si sono promessi maggiore attenzione, maggiore ascolto, impegnandosi a partire  dai “buoni propositi”

Pertanto ringraziamo tutte le famiglie  e i ragazzi che hanno aperto il loro cuore alla formazione cristiana in questi anni di catechismo, e auguriamo a questi giovani che riceveranno il  Sacramento della Confermazione di avere sempre acceso nei loro cuori il Fuoco dello Spirito Santo.

Dott.ssa   De Micco Anna Maria

Catechista