Dopo la recita di natale, alla quale abbiamo lavorato con molto entusiasmo, noi ragazzi e il nostro cappellano don Udoji abbiamo deciso di organizzare un'uscita per stare insieme e parlare un po' dell'esperienza svolta. Così Giovedì 4 Gennaio siamo andati al monastero di Camaldoli. E' stata una gita molto istruttiva oltre che divertente.
Siamo arrivati all'eremo dove già nevicava alle ore 10, e ad aspettarci c'era un aspirante monaco, don Antonio, già sacerdote diocesano di Lecce da 16 anni. Ci ha fatto visitare la chiesa e le celle del fondatore dell'eremo dei benedettini di Camaldoli, l'Abate Romualdo. La cella consiste di una stanza da letto centrale con ai lati una cappellina per la preghiera personale e una stanzina di due metri quadrati (o poco più) per lo studio, dotato di una scrivania e uno scaffale per i libri. All'eremo, don Antonio ci ha spiegato che gli eremiti conducono una vita molto sedentaria, seguono la regola di “Ora et Labora” (prega e lavora), e vivono in piccole celle che ricorda loro costantemente la vita di preghiera e di solitudine alla quale sono chiamati.
Successivamente abbiamo avuto una conversazione nella biblioteca del monastero, su un passo del vangelo (Gv. 1,35-39). Verso le ore 12.35, abbiamo partecipato con i monaci alla preghiera dell'Ora Media, con canti di salmi e letture. Poi abbiamo pranzato nella foresteria. Dopo pranzo abbiamo visitato il monastero e l'Antica Farmacia e in fine ci siamo ritrovato in chiesa per eventuali domande e risposte con don Antonio su ciò che abbiamo visto e sulle nostre curiosità riguardo la vita del monaci e degli eremiti.
Il viaggio di ritorno è stato altrettanto piacevole e animato come all'andata. Anche se ci eravamo tutti proposti di recuperare un po' di sonno sul pullman (data la sveglia all'alba!!!), ogni tanto scoppiava qualche risata sulle sciocchezze combinate durante le feste e volavano le più assurde storielle e barzellette, mentre il povero Udoji ci incitava a cantare. Inoltre si verificavano (spesso per scherzo!!) indecisioni su quale canto eseguire seguite dalle “minacce” del nostro mitico chitarrista, Francesco il quale improvvisava degli accompagnamenti dove mancavano gli accordi … E' stata veramente una bella esperienza e saremo felici di ripeterla…
Questa gita ci dato modo di parlare un po' di tutto quello che abbiamo passato insieme in questi pochi mesi. Tra noi, si sta creando una rete di amicizie e collaborazione intorno alla parrocchia, e la vogliano condividere con tutti i ragazzi di Ponsacco. Vogliamo ringraziare il Signore che ci ha fatti incontrare e anche la Parrocchia che ha creato questo spazio di incontro e di inserimento. Siamo davvero contenti e vogliamo andare avanti così, perciò ci siamo proposti di realizzare prossimamente un nuovo musical …
Chiara, Giulia e Valentina (Parrocchia Ponsacco)